MONTICELLI BRUSATI
Il territorio di Monticelli Brusati è caratteristicamente ondulato per il susseguirsi delle colline che giustificano la prima parte del toponimo del paese. La seconda deriva invece dal nome degli antichi feudatari - la cui presenza si registra dal XII secolo e il cui esponente di maggior rilievo fu Tebaldo Brusato - che avevano possedimenti in questa zona. Nel XV secolo sorsero probabilmente la prima parrocchia di San Zenone (quella attuale è del ‘700, dedicata a S.S. Tirso e Emiliano) e il Santuario della Madonna del Monte o della Rosa.
Una peculiarità di questo comune – sviluppatosi sulla riva destra del torrente Gandovere – è data dal suo frazionamento in borghi rurali molto caratteristici che testimoniano degli antichi insediamenti medievali. Fra le molte costruzioni significative, la più importante è Palazzo Montini-Pisa, al centro del quale sorge una poderosa e antica torre , rimaneggiata nel 1500 e affrescata esternamente.
I dolci pendii coltivati a vigneti hanno favorito il sorgere di numerose aziende vinicole, fra cui l’Antica Cantina Fratta, la foresteria di Berlucchi, dove ogni anno si svolge la cerimonia di assegnazione del Premio Letterario Gandovere Franciacorta.
OME
Il Comune di Ome è bagnato dal Gandovere, che attraversa tutta la Franciacorta orientale. I piccoli centri abitati dalle contrade d’impronta medievale in cui si suddivide il paese sono distribuiti da una parte e dall’altra del torrente, ed il territorio si presenta ricoperto di castagneti e boschi nella parte alta, prati e vigneti in basso. La presenza un tempo degli olmi (“omen”) potrebbe giustificare il nome del paese; fra le altre ipotesi, la più accreditata propone la trasformazione del termine tardo-latino “hometum”, che indicava la giornata lavorativa di un uomo nel vigneto. Le vicissitudini storiche narrano, come per altri paesi della Franciacorta, di devastazioni delle truppe viscontee del Piccinino, che nel 1439 distrussero il borgo e il castello.
Tra le numerose presenze architettoniche cristiane spicca per le antiche origini, testimoniate da abside e campanile risalenti intorno all’XI secolo, il Santuario della Madonna dell’Avello, in contrada Cerezzata, dalla struttura quattrocentesca arricchita da importanti affreschi. Da segnalare la Statua della Madonna con il bambino in braccio, che richiama lo stile bizantino e rappresenta forse la più antica statua del bresciano dedicata al culto mariano.
Famoso un tempo per le pietre delle sue cave, per l’attività molitoria e la preparazione del carbone di legna, Ome è oggi un centro in rapida evoluzione che annovera la presenza di rinomate terme - che utilizzano una sorgente d’acqua con particolari proprietà curative - in prossimità delle quali sorge una moderna clinica specializzata in microchirurgia.
PADERNO FRANCIACORTA
L’origine quasi certamente latina del nome, “Paternus”, sta ad indicare che il territorio di questo ridente paese della Franciacorta costituì l’eredità passata di padre in figlio in epoca romana: lo testimoniano vari reperti, tra cui un pavimento musivo e un’ara funeraria. Come per altri comuni della Franciacorta, a Paderno sono rimasti alcuni resti di un Castello risalente al X secolo, eretto a difesa dalle scorrerie barbariche, a riprese assediato e saccheggiato nei secoli successivi. All’interno delle mura si trova il Santuario della Madonna del Castello, sorto probabilmente alla fine del 1500: vi si venera una madonna miracolosa, che fino al secolo scorso veniva portata in processione “per li bisogni della pioggia”. Anche la Chiesetta di San Gottardo è meta di devozione popolare, mentre edifici civili di pregevole fattura sono Palazzo Oldofredi, Palazzo Sandrinelli (ora sede comunale), Villa Zini.
L’industria tessile che ha caratterizzato la vita economica del paese fino agli anni Ottanta e rimane ora appannaggio di alcune aziende artigiane, ha lasciato il posto a un notevole sviluppo industriale ramificato in vari settori produttivi. L’antica attività agricola continua ancor oggi nell’allevamento avicolo e nella coltivazione della vite.
PASSIRANO
E’ situato proprio nel cuore della Franciacorta il centro di Passirano, il cui nome si suole far derivare dalla raffigurazione di un passero sullo stemma del Comune, probabilmente correlata al nome di un’antica famiglia patrizia. Incantevole è il paesaggio che circonda il centro abitato, attraversato da strette vie d’un tempo, che ancor oggi conserva in parte le caratteristiche signorili e rurali. S’arrampica e ridiscende sul Colle dell’Angelo il “percorso di vita”, in un itinerario di tre chilometri e mezzo.
Di notevole interesse storico e artistico sono gli edifici civili, primo fra tutti il Castello, risultato di una serie d’interventi tra il XIII e XIV secolo sull’originale costruzione risalente probabilmente al X secolo, al fianco del quale fu successivamente costruita una villa padronale. Altre belle dimore patrizie sei-settecentesche, tra cui Villa Giordani e Villa Barboglio, si trovano in varie località del territorio. Per quanto riguarda l’architettura religiosa, la Parrocchiale risale al 1600 ed è un ampliamento della primitiva struttura del Convento Servita e del Santuario di San Rocco. Tra le mete di devozione popolare, il Santuario della Madonna dei Tordi, ancor oggi festeggiata in una caratteristica sagra che si svolge la seconda domenica di ottobre .
CASTEGNATO
Il nome deriva da Castinea, a indicare un bosco di castagni che si trovava a sud dell’abitato. A nord è delimitato parzialmente dal torrente Gandovere.
Nella zona vi erano anticamente proprietà sia del monastero bresciano di Santa Giulia che di quello di Rodengo. In seguito entrò a far parte del territorio di Brescia. Probabilmente v’era anche un castello, nella località oggi detta Torre, costruito forse nel ‘200 dal feudatario Beniamino da Manerba. Nel ‘400 sarebbe stata edificata la prima cappella (incorporata in seguito nella casa canonica e nel campanile). Compreso nel territorio di Venezia dal 1426, Castegnato fece parte della quadra di Gussago e del quartiere di Rovato. Il console, affiancato da tre sindaci, convocava annualmente in un cortile i rappresentanti delle famiglie; in queste riunioni venivano anche scelti tre galeotti per le galee veneziane, quattro guastatori e dodici fanti.
Il Lezze nel 1610 contava a Castegnato 600 abitanti e il Comune faceva fronte agli impegni economici con le imposte dei suoi tre mulini. Nel 1654 sorsero alcune scuole; nel 1700 aprì un collegio femminile.
Sotto il dominio Napoleonico, Castegnato fu dal 1805 al 1816 frazione di Ospitaletto. Dopo le Dieci giornate di Brescia il paese fu minacciato di saccheggio dal generale Haynau, perché si rifiutava di pagare la multa di riparazione. Il 14 giugno 1859 (seconda guerra d’Indipendenza) Vittorio Emanuele II, entrato nel paese insieme a Napoleone III, vi pose il quartier generale, ricevendo a casa Panzerini (frazione Case) l’omaggio del clero bresciano. Lorenzo Panzerini divenne il primo sindaco italiano del comune, il cui territorio acquistò le frazioni Borbone e Case nel 1869 e le frazioni Barco e Pianera dieci anni dopo.
Tra le realizzazioni notevoli sono da segnalare il Parrocchiale, il cui ricco portale marmoreo è attribuito allo scultore Antonio Callegari, e le residenze private, la Baitella, palazzo settecentesco edificato probabilmente su un edificio più antico da Cesare Martinengo Cesaresco, e Villa Lana, che prende il nome dalla famiglia cui appartenne fino alla fine del ‘700.
RODENGO SAIANO
Una bella catena di rilievi collinari ricchi di vegetazione e pressoché incontaminati caratterizza ed incornicia il centro abitato di Rodengo Saiano. L’origine del Comune è recente. Risale al 18 ottobre 1927 quando con Regio Decreto vennero unificati i due centri omonimi in un’unica municipalità.
Infatti, pur avendo vissuto periodi storici comuni, Rodengo e Saiano mantennero nel corso dei secoli una propria individualità dovuta, con buona probabilità, alla diversa origine. Saiano risale all’epoca romana, come storicamente attestato da un cippo funerario coevo rinvenuto in loco ed ora conservato al Museo di Santa Giulia a Brescia, mentre Rodengo è di origine longobarda, come risulta da una carta topografica del territorio datata 910 d.C..
Il primo nucleo abitato si sviluppò in epoca medievale attorno al castello di Saiano di cui oggi rimangono pochi ruderi ed un fossato annessi all’edificio di Villa Maria e fu scenario di vicende storiche comuni a tutta la Franciacorta.
L’economia di Rodengo è stata improntata fino agli inizi del Novecento ad un’attività prettamente agricola caratterizzata soprattutto dalla coltivazione della vite e del mais e dall’allevamento del bestiame. Nel corso degli ultimi decenni si è assistito ad un progressivo aumento delle attività artigianali, industriali e del terziario avanzato.
È un mondo antico in larga parte per fortuna, ancora salvaguardato e da scoprire. L’umiltà delle costruzioni contadine per bellezza ed eleganza dei particolari (con magistrale uso di pietra e ferro) non ha nulla da invidiare alle lussuose Ville Settecentesche presenti in ogni paese.