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XXII° PREMIO GANDOVERE - PROFILO DEI GIURATI
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GIOVANNI GIUDICI   (Le Grazie Varignano - SP - 1914):
poeta e saggista ha svolto, a partire dal 1958, l’attività di copy-writer presso l’Olivetti. Le sue prime raccolte poetiche sono state “Fiori d’improvviso” (Il Canzoniere, Roma 1953), “La stazione di Pisa” (Istituto d’Arte, Urbino 1955), “L’intelligenza col nemico” (Scheiwillere, Milano 1957), “Se sia opportuno trasferirsi in campagna” (in Il Menabò, IV, 1961).
Successivamente, proprio intorno agli anni Settanta, Giudici si inserì nel dibattito sulla funzione e il ruolo dell’intellettuale, e, da questo ambito, nasce la poesia in  ”La vita in versi” (Mondadori, Milano 1965), “Omaggio a Praga (Scheiwiller, Milano 1968).
Ha pubblicato in anni più recenti: “Poesie scelte” 1957-1974 (Mondadori, Milano 1975),”Il male dei creditori” (Ibidem, 1977), “Il ristorante dei morti” (Ibidem, 1981), “Addio, proibito piangere e altri versi tradotti 1955-1981” (Einaudi, Torino 1982), “Lume dei tuoi misteri” (Mondadori, Milano 1984), “Salutz” (Einaudi, Torino 1986), quindi “Prove di teatro e fortezza” (Ibidem, 1990), “Un poeta del golfo – Versi e prose di G. Giudici” (Longanesi, Milano 1994)
Giudici è anche un ottimo traduttore dal russo, dal ceco e dall'inglese, in particolare Coleridge, Dickinsin, Pound, Yieats.


VITTORIO SPINAZZOLA  (Milano, 1930):
professore ordinario di Storia della letteratura italiana moderna e contemporanea presso la Facoltà di Lettere dell'Università degli Studi di Milano.  Storico e sociologo della letteratura, ma anche critico letterario e cinematografico, ha studiato principalmente la cultura letteraria di massa,  espressa nel suo studio ”La democrazia letteraria” – Saggi sul rapporto fra scrittori e lettori (Comunità, Milano 1984).  Fra le sue numerose pubblicazioni: “Il libro per tutti: saggio su 'I Promessi Sposi'” (Editori Riuniti.  Roma 1984), “Il potere dei romanzi. Narrativa italiana anni settanta” (in 'Pubblico' 1984), “Cinema e pubblico: lo spettacolo filmico in Italia 1945-1965” (Bulzoni, Roma 1985), “Tirature”  (Baldini & Castoldi, 1994).
Ha svolto e svolge attività di critico su giornali e riviste.


FOLCO PORTINARI   (Cambiano –TO- 1926):
allievo di G. Getto all'Università di Torino, funzionario in RAI, collaboratore di riviste quali 'Paragone', 'Il Verri', 'Itinerari'.  E' autore di numerosi saggi critici e di antologie letterarie: “Un'idea del realismo” (Guida, Napoli 1976), Romanzíeri dei Settecento (UTET, Torino 1989).  Ha pubblicato anche dei versi: Do it yourself (L'Alzanà, Torino 1984), Notizie dal reame (Manni, Lecce 1989).  Nel 1986 ha curato l'edizione dell' Opera Omnia di Edmondo De Amicis (collana I Meridiani, Mondadori).


ARMANDO TORNO (Milano, 1953):
scrittore, giornalista, responsabile delle pagine culturali de “Il Sole 24 Ore”, ora editorialista per il  “Corriere della Sera”.  Nel 1981 ha curato l'edizione delle poesie di Pico della Mirandola (ed.  Marderstegt).
Tra i suoi lavori ricordiamo: nel 1987 la traduzione del “De Pestilentia” di Federico Borromeo, nel 1991 la pubblicazione, con Monsignor Pierangelo Sequeri, del saggio “Divertimenti per Dio”. “Mozart e i teologi". Tra i suoi libri: “Pro e contro Dio” (1993), “Senza Dio?” (1995), “Infelicità.  Storia di una passione” (Mondadori, 1996), “La truffa del tempo” (1999), “Le virtù dell’ozio” (2001), “La moralità della violenza” e “Considerazioni sul male della storia” (2003).
Nel 1995 ha inoltre curato i due volumi “Piccolo manuale per perdere la fede” e “Piccolo manuale per ritrovare la fede”.


CARLA BORONI (Brescia 1959):
incaricata in Storia della letteratura italiana contemporanea all’Università Cattolica di Brescia. Oltre ad articoli e interventi in varie sedi ha pubblicato per riviste specializzate di critica letteraria. Tra i suoi libri: Ungaretti: “Dall’ Innocenza alla memoria”, Ungaretti “Amore e morte” – un percorso lirico -,  “Dal Settecento all’Ottocento” momenti di critica e letteratura bresciana (Corbo e Fiore, Venezia), “Le donne dei poeti” e “La religiosità del Leopardi” (Zanetti Editore), “Intus non extra” (Compagnia della Stampa), “La cucina bresciana fra arte e letteratura” (Vannini Editore). Ha curato i sei volumi “Guide – Itinerari culturali nel bresciano”.


GIORGIO BARBERI SQUAROTTI (Torino 1929):
saggista e critico letterario, profondo conoscitore della letteratura italiana (che ha peraltro insegnato per molti anni all'Università Degli Studi di Torino) e anche fine autore di versi.
Ha pubblicato, dopo Astrazione e realtà del 1960, un gran numero di opere che riguardano figure e tempi della letteratura italiana, da Dante al Manzoni, dal Petrarca al Marino, dall'Ariosto al Tasso, dal Boccaccio a d'Annunzio, dal Pascoli a Sbarbaro, da Pavese a Montale e ad altri contemporanei. E' responsabile scientifico del Grande Dizionario della Lingua Italiana dell'Utet, presso cui dirige anche la collana dei "Classici italiani". E' condirettore di "Lettere italiane" e di "Astolfo".
Nel 2003 si è aggiudicato il premio speciale dalla giuria nel Premio letterario internazionale il “Mulinello” con “Addio alla poesia del cuore”.

ELENA LOEWENTHAL (Torino 1960):
lavora da anni sui testi della tradizione ebraica e traduce letteratura d'Israele. Collabora a «La Stampa»; insieme a Giulio Busi ha curato il volume Mistica ebraica. Testi della tradizione segreta del giudaismo dal III al XVIII secolo (Einaudi, 1995 e 1996).
Da anni sta inoltre lavorando per Adelphi all'edizione italiana dell'opera di Louis Ginzberg, Le leggende degli ebrei in sette volumi, di cui sono già usciti i primi tre. Con I bottoni del signor Montefiore e altre storie ebraiche (Einaudi Ragazzi) ha vinto il Premio Andersen nel 1997. Per Baldini & Castoldi sono usciti “Buon appetito Elia”, “Manuale di cucina ebraica”, “Enciclopedia della risata ebraica” e “Ebraismo” ,” Le grandi religioni”, tradotto in Francia e Germania. Per Bompiani ha pubblicato “L'Ebraismo spiegato ai nostri figli” (2002), “Lettera agli amici non ebrei” (2003) e il romanzo “Attese” (2004).


CESARE LIEVI  (Gargnano –BS- 1952):
Drammaturgo e regista, dal 1996 direttore artistico del Teatro Stabile di Brescia.
Ha curato l'allestimento del Barbablù di Trakl, giunto nel 1984 alla ribalta internazionale della Biennale veneziana.
Esercita la sua attività di regista, oltre che in Italia, nei paesi di lingua tedesca.  Ricordiamo, tra gli spettacoli di maggiore successo, “La miniera di Falun” di Hofmannsthal, “Il ritorno a casa di Cristina” di Hofmannsthal (1987), “Sonata di fantasmi” di Strindberg (1988), e varie opere di Ionesco, Kleist, Pirandello, Botho Strauss, Beckett, Lorca, Schneider, Villalta, Thomas Bernhard, Cechov, Ibsen, Calderon de la Barca e Arthur Miller.
È anche autore di poesie; l’ultima pubblicazione “Ardore infermo” e edita da Scheiwiller (2003).


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