Dal Giornale di Brescia del 30/10/2007
Operativo dal 5 novembre il primo istituto di credito europeo dedicato esclusivamente all’impresa sociale ed al non profit
Banca Prossima, per dare più spazio al credito al terzo settore
Camillo Facchini
MILANO
È nata la banca che darà credito a chi fatica ad averne. Si chiama «Banca Prossima», sarà operativa dal cinque novembre, farà riferimento agli oltre 6.400 sportelli del gruppo Intesa SanPaolo all’interno del quale il progetto si è sviluppato e partirà con una dotazione di 120 milioni di euro di patrimonio. Gli obiettivi dei primi tre anni di attività sono quelli di servire almeno diecimila organizzazioni non profit in Italia che si aggiungeranno alle 50.000 che Intesa SanPaolo assiste. Giovanni Bazoli, presidente del consiglio di sorveglianza di Intesa SanPaolo, ha definito l’iniziativa, nata per aiutare le classi più deboli ad inserirsi nella vita economica e sociale, come «inedita e straordinaria, oltre che coraggiosa - aggiungendo - vogliamo dimostrare che c’è spazio per attività bancarie che non hanno come unico obiettivo quello del profitto».
CONNOTAZIONE BRESCIANA - Banca Prossima nasce anche con una connotazione bresciana: un poco perché il non profit a Brescia ha una storia lunga ed ha espresso tendenze anticipatrici che sono diventate modelli di riferimento nel panorama nazionale; un poco perché l’avvocato Felice Scalvini (già amministratore delegato del Solco, primo consorzio di cooperative sociali e presidente di Federsolidarietà oltre che presidente di Cecop, la Federazione europea delle cooperative sociali) sarà il presidente del «Comitato di solidarietà e di sviluppo», organismo che darà le linee guida della banca ed infine perché il presidente del collegio sindacale sarà il bresciano Giovanni Brondi.
LE RAGIONI DEL PROGETTO - Il non profit italiano e quello del Regno Unito sono primi per dimensioni in Europa. In Italia si contano 250.000 organizzazioni, 4 milioni fra operatori volontari e retribuiti, entrate per 46 miliardi di euro ed una crescita costante del 10% negli ultimi cinque anni. Il settore esprime inoltre una freschezza generazionale con operatori giovani (il 65% sotto i 40 anni), un’alta presenza femminile (60% ed un’elevata densità di istruzione superiore e universitaria (il 70% degli occupati). Sta dentro a questi numeri l’esigenza di offrire al cosiddetto «terzo settore» i servizi che «Banca Prossima» (i cui utili non verranno distribuiti, ma saranno in parte reinvestiti ed in parte alimenteranno il Fondo per lo sviluppo sociale dell’impresa che renderà possibili interventi specifici) proporrà, andando a snellire quel dialogo tra sistema del credito ed imprese la cui fragilità patrimoniale, l’insufficiente presenza di un management professionalizzato e le difficoltà di motivare i progetti di crescita hanno reso fino ad oggi molto difficile. E su questo passaggio il professor Giovanni Bazoli ha insistito dicendo che l’attività della banca sarà indirizzata «non a recettori di beneficenza, ma a imprese che operano nel sociale», ponendo quindi l’accento sul fatto che «la scommessa di Banca Prossima è che il terzo settore si confermi un settore meritevole di finanziamento perché capace di fare business». Il presidente del consiglio di sorveglianza di Intesa Sanpaolo ha poi ricordato come esista «una sproporzione tra la raccolta bancaria proveniente dal non profit e gli impieghi verso questo settore, in tutte le banche ed anche presso la nostra e questa è l’area migliore del Paese, la più viva e generosa».
OBIETTIVI CONDIVISI - Sui contenuti etici e sulla «profonda condivisione di valori» che è alla base della fusione tra Intesa e SanPaolo si è espresso Enrico Salza, presidente del consiglio di gestione del gruppo, che ha collocato Banca Prossima tra «i frutti innovativi» dell’integrazione. Un progetto, ha poi aggiunto Giovanni Bazoli, che non intende sostituirsi all’attività delle Fondazioni, tra l’altro socie della stessa Intesa SanPaolo, ma essere complementare.
IL RUOLO DI FONDAZIONE CARIPLO - Secondo Giuseppe Guzzetti, presidente della Fondazione Cariplo «questa iniziativa copre un buco che ha penalizzato il settore. È la prima volta che una banca commerciale fa la banca etica, e ne siamo molto contenti» anticipando poi che Fondazione Cariplo entrerà in Banca Prossima, apportando una dotazione patrimoniale di 20 milioni di euro: «Auspico, e credo, che un significativo gruppo di fondazioni entri in questa iniziativa».
IL BANCO DI PROVA - 260 asili in Italia già realizzati, il prestito universitario per gli studenti di 23 atenei, i finanziamenti a famiglie con anziani non autosufficienti sono state le sperimentazioni dalle quali sono state colte esperienze e formati i manager di «Banca Prossima». Prossima «perché vicina ai problemi del non profit» ha concluso Corrado Passera ad di Intesa SanPaolo «e che vuole aver come unico interlocutore privilegiato l’impresa sociale».
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